I migliori droni economici e professionali del 2018

I migliori droni economici e professionali del 2018

Il drone (aeromobile a pilotaggio remoto e dunque senza presenza di pilota a bordo) è uno strumento dotato di camera che negli ultimi anni ha trovato larga espansione in diversi settori professionali. Dall’uso militare, ormai consolidato, a quello civile, i droni vengono utilizzati ormai per una grande varietà di ragioni: dalle operazioni per prevenire o domare incendi alla sorveglianza di oleodotti o per usi di sicurezza.

Tali strumenti sono stati e vengono utilizzati anche da Google e Facebook per ampliare la copertura internet nel pianeta; ma gli stessi droni vengono utilizzati anche per monitorare i siti archeologici ed evitare depredazione e vendita illegale dei reperti.

L’utilizzo dei droni si è spesso rivelato decisivo e fondamentale e negli anni, grazie agli sviluppi tecnologici, questi sono diventati ancor più funzionali, oltre che leggerissimi e facili da trasportare e utilizzare.

Ma cosa bisogna tenere in considerazione nell’acquisto di un drone? Prima di tutto è necessario tenere ben in mente quale obiettivo intendete raggiungere con l’utilizzo del drone e il settore in cui operate, perché ogni drone è differente dall’altro e dunque un determinato modello potrebbe essere ottimo per il raggiungimento di un fine ma non per la realizzazione di un altro obiettivo. Di seguito vi mostreremo i fattori da prendere in considerazione nell’acquisto di un drone e vi proporremo i modelli migliori.

Telecomando, funzioni, comandi e autonomia sono da attenzionare in maniera particolare. Se si utilizza un drone per la prima volta è necessario che esso sia facile da pilotare, se invece si è ormai esperti, sarà necessario conoscere e valutare i comandi che si potranno impartire al drone. In entrambi i casi occorrerà valutare il telecomando.

Telecomando

Esistono dei droni che vanno gestiti da un radiocomando e altri che invece vanno comandati tramite app da dispositivo mobile. I droni con radiocomando sono i tradizionali, rientrano in una fascia di prezzo medio – bassa e sono più indicati per i dilettanti o per coloro che si avviano a gestire un drone per la prima volta.

Questi infatti risultano essere più intuitivi e di conseguenza facili da pilotare. I telecomandi in questione sono caratterizzati da due stick e diversi pulsanti.

I droni pilotabili attraverso l’applicazione per dispositivo mobile oltre ad appartenere a una fascia di prezzo alta, richiedono una maggiore competenza e per tale ragione sono indicati per i “professionisti del drone”.

In questo caso il range di comandi risulta essere più limitato, ma si ha la possibilità di riprendere in video o immortalare in foto ciò che la camera del drone sta riprendendo e il tutto in tempo reale.

Comandi

Che sia tramite radiocomando o attraverso app i comandi attraverso i quali si pilota il drone sono generalmente quattro. Negli apparecchi più sofisticati invece è possibile trovare un quinto comando.

  • Il Throttle permette di regolare la velocità del drone e delle sue eliche. Aumentando la velocità di quest’ultimo il drone può guadagnare una maggiore altitudine.
  • Attraverso il Pitch è possibile spostare il drone in direzione avanti – indietro.
  • Viceversa il Roll è quel comando che permette di spostare il drone in direzione destra – sinistra.
  • Yaw invece è il comando attraverso il quale si indica al drone di ruotare su sé stesso.
  • Trim, per apparecchi sofisticati, è quel comando che permette di regolare l’assetto del drone, facendolo volare in orizzontale o con una particolare inclinazione.

Funzioni

Ai comandi si aggiungono le funzioni. In questo caso le essenziali sono due:

  1. La funzione di ritorno automatico. Essa si trova solamente nei droni con GPS integrato e permette di memorizzare la posizione di partenza, posizione che il drone sarà in grado di raggiungere nuovamente una volta impartitogli il comando.
  2. La funzione “Headless mode”. Letteralmente “modalità senza testa”. Attivando tale funzione tutti i movimenti del drone riguarderanno il telecomando e non la “testa” del drone. Ogni dispositivo infatti è caratterizzato da una parte anteriore e una posteriore e impartendo un comando, senza modalità “Headless mode”, questo verrà eseguito in relazione al fronte o testa del drone.

A queste due funzioni se ne aggiunge una terza, la “follow me”, attraverso la quale si dà ordine al drone di mantenersi sempre a una certa distanza  dal proprio telecomando e non presente in tutti i modelli.

Autonomia

Punto debole dei droni è proprio l’autonomia della batteria. Il rapporto tra potenza e leggerezza del drone non è così soddisfacente, per far sì che l’apparecchio voli infatti è necessaria una gran quantità di energia ne deriva un’autonomia ridotta. Per i modelli di alta gamma questa non supera i 30 minuti; i droni più economici invece hanno un’autonomia di circa 10 minuti.

Batteria, voltaggio e amperaggio

I droni utilizzano batterie davvero leggerissime, ovvero le Li-Po (polimero di litio) o le Li-Ion (ioni di litio), il cui voltaggio va in relazione con la potenza dei rotori (altitudine – velocità) pertanto maggiore sarà il voltaggio, più pesante e ingombrante sarà la batteria.

I droni dalle dimensioni più ridotte posseggono quindi batterie di 3-4 V (basso voltaggio); quelli più grandi avranno batterie con voltaggio pari a 14 V. Allo stesso modo l’amperaggio, ovvero la quantità di energia che una batteria è in grado di accumulare, sarà maggiore nei droni di dimensioni più grandi.

Tempi di carica della batteria

Se la batteria dura tra i 10 e i 30 minuti, il tempo di carica di questa non è altrettanto ristretto. Esso infatti oscilla tra i 90 minuti e le 3 ore. Tra l’altro molti droni hanno la batteria integrata pertanto non è possibile avere una batteria di scorta, lo stesso non può dirsi dei droni di bassa fascia che possono avere doppia batteria.

Fotocamera

Il drone viene spesso utilizzato per realizzare dei video o foto pertanto, quando si acquista uno strumento del genere, sarà opportuno valutare le caratteristiche della relativa fotocamera e se sarà possibile sostituire questa con una action cam.

Generalmente le fotocamere dei droni hanno un sensore da ½ 3’’ e il numero di pixel oscilla tra i 2 Mp ai 14 Mp. Solamente nei modelli più sofisticati è possibile trovare una fotocamera migliore che preveda funzioni come scatto multiplo, scelta della risoluzione e impostazione dei parametri tecnici.

Esistono modelli di drone che posseggono una fotocamera “non fissa” e questa permetterà di modificare e cambiare l’angolazione delle riprese. I modelli migliori inoltre posseggono uno stabilizzatore per la fotocamera che compensa gli scossoni cui un drone in volo può essere soggetto, questo conferisce una maggiore qualità nelle riprese con conseguente maggiore fluidità nelle immagini.

Elementi di stabilità

Altro fattore da tenere sempre in considerazione quando si vuole effettuare un acquisto del genere è la stabilità. Essa deriva da diverse componenti:

  • Rotori. Al giorno d’oggi i droni in vendita posseggono un minimo di 4 rotori mentre non sono più disponibili i droni a 3 rotori. Il cosiddetto quadricottero offre una buona stabilità, stabilità che viene meno qualora 2 dei 4 rotori cedano. È consigliabile quindi acquistare un esacottero (drone con 6 rotori) che, oltre ad essere più potenti e stabili, possono sopperire all’eventuale mancanza/avaria di 2 rotori. Oltre a quadricottero ed esacottero, esiste anche l’ottacottero (drone a 8 rotori), ovvero quelli utilizzati nel cinema. A differenza dei precedenti sono molto più grandi e costosi.
  • Assi. Essi sono importanti per capire la collocazione del drone (altitudine, posizione e velocità). I droni più venduti sono quelli a sei assi in quanto garantiscono una maggiore sicurezza e stabilità. Al contrario i droni a tre assi sono più instabili, soggetti a ribaltamento e ai soffi di vento.
  • Dimensioni (peso e portanza). Droni con pale più grandi sono anche più veloci, possono volare più in alto e mantengono una certa stabilità.

Materiali, marche e fasce di prezzo

I droni più economici sono per lo più realizzati in plastica, quelli più sofisticati invece sono in fibra di carbonio. Dal momento che la plastica è un materiale più morbido e fragile rispetto alla fibra di carbonio è opportuno che nell’acquisto del drone siano presenti pezzi di ricambio, come le eliche, e delle protezioni da montare proprio su queste ultime.

Le marche più importanti e legate a droni di fascia medio alta sono DJI, 3DR, Yuneec e Parrot; produttodi di droni di fascia medio bassa sono invece JJRC, UDI e Hubsan. Di seguito vi indichiamo i prezzi per fascia.

  • Fascia bassa: fino a € 120.00. Tali droni posseggono: fotocamera integrata 2 Mp, autonomia 6 min, raggio d’azione 300 m. Consigliati: Twodots Falcon Pro, Syma X5SW, Syma X5SC Explorers 2.
  • Fascia media: da € 200.00 a € 400.00. Tali droni posseggono: fotocamera smontabile 8 Mp, autonomia 15 min, raggio d’azione 400 m, ritorno automatico, integrazione app. Consigliati il DJI Phantom 3 Standard e il Parrot Bebop 2 FPV.
  • Fascia alta: maggiori di € 500.00. Tali sono dotati di: fotocamera smontabile 12 Mp, autonomia 25 min, raggio d’azione 500 m, ritorno automatico, integrazione app, streaming real time, GPS integrato.

Cristiano Fedeli

Pubblicato da Cristiano Fedeli

Cristiano Fedeli è un giornalista con una profonda passione per la tecnologia e l'innovazione. Laureato in Ingegneria Informatica, Cristiano ha oltre 8 anni di esperienza nel settore della comunicazione tecnologica, collaborando con numerose testate online e cartacee. I suoi articoli coprono numerosi argomenti, dalle ultime tendenze del software ai progressi nell'hardware, passando per le start-up più innovative. Cristiano ha uno stile di scrittura chiaro e coinvolgente, che rende accessibili anche i temi più complessi. Nel tempo libero, ama sperimentare con nuovi gadget tecnologici e seguire le evoluzioni nel campo della realtà virtuale e aumentata.