Facebook: chi fa pubblicità ha accesso ai dati degli iscritti

Nuova polemica intorno a Facebook, perché da una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sugli organi di stampa internazionali è risultato che chi decide di fare pubblicità sul popolare social network avrebbe la possibilità di accedere a dei dati degli iscritti. Siamo in tema di una nuova violazione della privacy?

A quanto pare gli inserzionisti potrebbero accedere a dei dati che gli utenti di Facebook non sanno nemmeno di aver fornito. La notizia si sta ampiamente diffondendo fra i siti specializzati nella pubblicazione di notizie che riguardano i social network e Facebook in particolare, come PianetaSocial.

Già ci sono molte polemiche, perché gli inserzionisti utilizzerebbero i dati a loro disposizione, per profilare meglio gli utenti e mettere a punto delle campagne più efficaci da utilizzare a loro vantaggio. Eppure i responsabili di Facebook assicurano, come è successo anche in precedenza, che le informazioni non sono coinvolte nei processi commerciali.

Delle dichiarazioni che appaiono in forte contrasto con ciò che hanno scoperto gli analisti che hanno indagato sui dati di identificazione personale che sarebbero disponibili alle aziende. I sostenitori della mancanza di privacy da parte di Facebook puntano dritto il dito contro i dati che sarebbero forniti anche su Messenger e quelli che fanno parte dei database dei contatti degli utenti della rete sociale.

In particolare gli analisti hanno parlato anche di recapiti di numeri telefonici e di indirizzi e-mail, che vengono di solito sfruttati come attributi del profilo. Sarebbero inoltre coinvolti dati forniti per motivi di sicurezza. Gli inserzionisti sarebbero in grado di raggiungere nel giro di poche settimane i recapiti che gli utenti di Facebook forniscono per l’autenticazione.

Nonostante questi risultati siano evidenti, Facebook continua a negare, affermando che si tratta di dati che vengono utilizzati per dare agli utenti un’esperienza più personalizzata.

I ricercatori hanno eseguito una prova specifica, per comprendere fino in fondo come chi fa pubblicità su Facebook riesca ad ottenere risultati incredibili. In particolare gli studiosi hanno immesso su Facebook centinaia di numeri di telefono universitari, che sarebbero stati prontamente rintracciati e utilizzati a fini pubblicitari, per creare annunci più pertinenti e più personalizzati in relazione all’esperienza utente.

Sotto accusa tutti quei dati che vengono caricati su Facebook per la funzione trovare amici, che potrebbero costituire davvero una fonte immensa di risorse che chi fa pubblicità sul social avrebbe a disposizione. Come è possibile proteggersi in tutta questa situazione caotica? Gli utenti di Facebook rischiano veramente di voler violata la loro riservatezza? Sono tutte domande che da tempo continuiamo a farci, ma a cui è veramente difficile dare una risposta precisa.