Piramidi di Giza, il ritrovamento: ecco come sono state costruite

Molti turisti, appassionati di storia e semplici curiosi, si recano ogni anno a visitare le piramidi di Giza. È senza dubbio una delle attrazioni più importanti dell’Egitto e questo complesso archeologico testimonia la maestosità di una delle antiche civiltà più studiate e più analizzate dagli storici, anche nell’epoca attuale. Basti pensare che uno dei monumenti del complesso, la piramide di Cheope, risulta attualmente l’unica meraviglia del mondo che può essere visitata dai turisti. Ma come sono state costruite queste piramidi?

Da tanto tempo gli studiosi si interrogano sulle modalità di costruzione delle piramidi di Giza. Si tratta di un complesso dalle dimensioni notevoli e sono tanti i dubbi su come le antiche popolazioni abbiano costruito queste piramidi.

Adesso le cose potrebbero cambiare, grazie ad un ritrovamento che è stato effettuato all’interno del complesso archeologico delle piramidi in questione. Nelle vicinanze del sito sono state trovate delle assi di legno, che secondo gli studiosi costituirebbero uno strumento importante proprio per il trasporto del materiale.

Un documentario recente ha messo in luce la possibilità che le grandi costruzioni in questione siano state realizzate con il trasporto di 17.000 tonnellate di calcare, che avevano il compito di ricoprire il monumento funerario dalle dimensioni più grandi.

Questo naturalmente implicava un trasporto notevole. Le assi di legno che sono state trovate nei pressi delle piramidi in particolare erano in possesso di una vera e propria flotta di navi, appartenente al faraone Khufu.

Grazie a queste risorse importanti, gli operai hanno avuto l’opportunità di estrarre il calcare a partire da Torah e di trasportarlo, attraverso il fiume Nilo, fino al luogo in cui sarebbero sorte le piramidi di Giza.

Un’eccezionale scoperta, che mette in evidenza la grande organizzazione che stava dietro ad un’impresa così importante. Le nuove tecnologie hanno permesso di rintracciare una correlazione tra il ritrovamento delle assi di legno e l’appartenenza di queste ultime ad una vera e propria flotta navale del faraone.

Adesso abbiamo un motivo in più (come se non bastassero i precedenti!) per guardare con ammirazione la forza di un popolo che è riuscito a costruire, senza i mezzi tecnologicamente avanzati che attualmente abbiamo a disposizione, dei monumenti così grandi e così importanti, testimonianza del nostro passato.